Coronavirus: indicazioni per il supporto ai disabili in FVG

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La Direzione centrale Salute, Politiche sociali e Disabilità della Regione Friuli Venezia Giulia ha predisposto un documento con le "Indicazioni operative a supporto delle persone con disabilità" in relazione alla gestione dell'infenzione da Covid19 (che si può scaricare integralmente cliccando qui).

Il documento è rivolto a tutti coloro che sono coinvolti nel “prendersi cura” delle persone con disabilità e delle loro famiglie: Aziende Sanitarie, Servizi sociali, Ambiti, Enti gestori.

1. Introduzione

Nell'introduzione viene detto fra l'altro che "nella consapevolezza che le persone con disabilità sono ancor più vulnerabili durante situazioni di emergenza, si è valutato con attenzione l’impatto che l’emergenza COVID-19 potrebbe avere sulle persone stesse e sulle famiglie, nei diversi contesti di vita. L’offerta dei servizi residenziali, semiresidenziali, domiciliari richiede un’appropriata rimodulazione, che tenga conto delle misure a tutela della salute del singolo e della collettività (DPCM 9 marzo 2020) e al tempo stesso tuteli e garantisca il delicato percorso di adattamento che le persone con disabilità, insieme alle famiglie e ai Servizi, hanno costruito nel tempo".

 

2. Indicazioni generali

Nel territorio di ciascuna Azienda Sanitaria è necessaria una stretta sinergia fra Servizi distrettuali, Servizi Sociali dei Comuni ed Enti Gestori, con l’obiettivo di presidiare in forma integrata l’organizzazione e l’operatività degli interventi a supporto delle persone con disabilità. In particolare si richiede:

- la valutazione multidimensionale integrata per identificare le situazioni di maggior fragilità correlata all’impatto che l’emergenza COVID19 ha sui PAI/PEI in corso, alle risorse contestuali (famiglia/caregiver) e che tenga conto delle esigenze rappresentate dalle famiglie, anche in un’ottica di pro-attività;

- la co-progettazione degli interventi a sostegno delle situazioni individuate, con ricognizione delle risorse necessarie in un’ottica di flessibilità organizzativa, sicurezza per utenti/familiari/operatori e sostenibilità;

- il monitoraggio dell’efficacia/efficienza degli interventi attivati.

È necessaria la pianificazione di interventi che devono essere attivati a garanzia dell’assistenza alle persone con disabilità a fronte del prolungamento dell’emergenza COVID-19 e non sostenibili nei contesti familiari.
Si raccomanda la divulgazione delle iniziative a supporto delle persone fragili attivate sul territorio (es. consegna farmaci, presidi, generi di prima necessità a domicilio, accesso a materiale informativo).

 

3. Indicazioni per l’erogazione di interventi compensativi/sostitutivi dei servizi semiresidenziali sospesi

Per quanto riguarda questo punto si rimanda ai contenuti di un documento specifico inviato il 27 marzo alle Aziende sanitarie, agli enti gestori e ai Comuni dal vicepresidente della Giunta regionale, Riccardo Riccardi (“Emergenza Covid-19 – Sospensione dei servizi semiresidenziali per persone con disabilità”).

Nel documento (che è allegato alla nota della Direzione Salute) si stabilisce, fra l'altro che "nel periodo di sospensione dei servizi semiresidenziali, nel territorio di ciascuna Azienda Sanitaria opera un nucleo di coordinamento stabile costituito tra i referenti dei servizi distrettuali, dei Servizi Sociali dei Comuni e i referenti degli EEGG, con l’obiettivo di presidiare in forma integrata l’organizzazione e l’operatività degli interventi sostitutivi/compensativi dei servizi oggetto di sospensione".

All’organizzazione degli interventi si procede previa: (a) valutazione dei bisogni degli utenti in carico, della indifferibilità delle prestazioni e delle richieste da parte delle famiglie, (b) individuazione delle risorse necessarie e disponibili e (c) valutazione di fattibilità degli interventi, provvedendo altresì a definire gli ordini di priorità.

In particolare, gli enti gestori in coordinamento con i servizi distrettuali, con i Servizi Sociali dei Comuni e, in caso di gestione indiretta, anche in coprogettazione con i soggetti privati convenzionati, procedono:

1. alla valutazione delle necessità assistenziali, considerando le condizioni di bisogno sul fronte clinico funzionale della persona e del nucleo familiare/caregivers di riferimento, con l’esito di pervenire all’individuazione delle persone eleggibili alla fruizione degli interventi;

2. alla ricognizione delle risorse necessarie e disponibili per la realizzazione degli interventi, con l’esito della individuazione degli interventi attivabili.

Il processo di organizzazione degli interventi si chiude con la predisposizione di piani individuali a favore delle persone selezionate, che prevedono il dettaglio delle modalità di realizzazione, nel rispetto delle prescritte misure di sicurezza.

Si raccomanda, infine, di garantire per tutta la durata dello stato di emergenza una adeguata e accessibile comunicazione alle persone con disabilità e alle loro famiglie/caregivers, nonché una costante relazione con le stesse al fine di garantire un monitoraggio continuo dell’evoluzione della situazione.

 

4. Percorso per favorire l’uscita dal domicilio delle persone con disabilità

Il documento della Direzione Salute specifica che "ove possibile, fatti salvi i criteri di sicurezza e le misure di distanziamento sociale, per comprovate situazioni di necessità e motivi di salute è possibile prevedere brevi uscite dal domicilio della persona con disabilità opportunamente accompagnata".

Il medico che ha in carico la persona con disabilità può certificare tale necessità e, durante l’uscita, l’accompagnatore porterà con sé l’apposito modulo di autorizzazione.

L’accompagnatore stesso compilerà e recherà con sé l’autodichiarazione in cui specificherà la sua uscita motivata da situazioni di necessità e dichiarerà che “lavora presso … , deve svolgere assistenza a congiunti o a persone con disabilità, o esecuzione di interventi assistenziali in favore di persone in grave stato di necessità…” e porterà con sé il certificato medico attestante la necessità di uscita della persona con disabilità.

ATTENZIONE AGGIORNAMENTO DEL 05/04/2020

Il certificato di disabilità rilasciato ai sensi della legge 104/1992 (art.3, comma 3 - handicap grave) può sostituire la certificazione medica richiesta per le brevi uscite dal domicilio della persona con disabilità, che, per chi ha il certificato non è più necessaria.

Lo precisa una comunicazione alle prefetture e alle strutture sanitarie del vicepresidente della Regione, Riccardo Riccardi. Nella  nota si specifica anche che il certificato di disabilità grave va portato con sé durante l'uscita per giustificare la stessa e dovrà essere evidenziato nell'autocertificazione consegnata alle Forze dell'ordine (che andrà comunque compilata giustificando l'uscita per comprovata situazione di necessità e motivi di salute) in caso di controlli. Nel corso dell'uscita devono comunque essere rispettate le cautele previste dalle disposizioni nazionali e regionali in materia di distanziamento sociale.

Strutture residenziali per disabili

La direzione regionale Salute ha anche elaborato un documento specifico contenente le indicazioni per contenere il rischio e gestire la presa in carico delle persone con disabilità accolte nei servizi residenziali (Indicazioni operative per i servizi residenziali per persone con disabilità), che si può scaricare cliccando qui.

 

Servizio di informazioni inserito nel progetto "La salute in casa" sostenuto con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese.

Ritratto di admin_udine

admin_udine