I siblings

 

La presenza di una persona con disabilità in modo involontario rende riconoscibile il nucleo familiare, riconducendo i componenti come “la mamma di…”,  “il papà di…” , “il/la fratello/sorella di…”.

Ciò nel corso della storia ha posto l’attenzione di diversi studiosi sui genitori delle persone con disabilità, formulando un approccio di “Family Centered Care” (assistenza incentrata sulle famiglie), ma negli ultimi anni si è posta l’attenzione anche sui/sulle fratelli/sorelle di persone con disabilità, attribuendogli un termine specifico: siblings.

È una parola inglese che significa fratello o sorella. Nel campo psicologico e della disabilità ha acquisito un significato più specifico, che possiamo tradurre come: fratello o sorella di persona con disabilità.

I siblings, durante il corso della propria vita devono affrontare diverse tematiche, come lo stigma che vivono nell’associazione “sibling = caregiver”, ovvero spesso si sentono responsabili dell’assistenza, affiancamento del/della proprio/a fratello/sorella con disabilità, con conseguente sensazione di eccessiva responsabilizzazione.

Anche le relazioni all’interno della famiglia e all’esterno vengono influenzate, la paura del “dopo di noi”, la paura del futuro incerto inoltre l’elaborazione di un eventuale lutto precoce.

Tutte queste tematiche, che i siblings devono affrontare, sono state elaborate all’interno del gruppo di sostegno organizzato dalla UILDM di Udine.

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